Tutti i bambini sognano di diventare qualcuno o di trasformarsi nel loro mito preferito.
Io da bambina adoravo Pollon, guardavo Colpo grosso e i film di Tinto Brass. Odiavo studiare e il mio super eroe è sempre stato mio fratello. Il mio "cavaliere oscuro" personale.
Per fortuna crescendo l'identificazione con personaggi noti o meno noti si è evoluta anch'essa. Oggi al centro della mia attenzione c'è Anna. Anna chi? Anna Magnani. I suoi occhi. La sua voce. Quella malizia in bianco e nero. Trasparente, eppure no. Discreta e trasgressiva al tempo stesso. Un paradosso Anna. Commuovente. Un cuore pulsante nell'Italia degli anni '40, anni lacerati dalla guerra, dal dolore e dallo sconforto. Un'anima ribelle e fragile. Potessi rinascere vorrei proprio essere lei. Bella come in Assunta Spina, quando Don Federico l'abbandona in camicia da notte in un letto ancora caldo d'amore, o in Roma città aperta, mentre correndo urla "Francesco Francesco". Il cinema italiano fatto di carne viva ha un solo nome. Anna.
Mio fratello, sarà sempre il mio super eroe personale.
Nell'attesa di capire chi sono e dove vado, guardo ad Anna Magnani.
Lei è tutte le donne.
Anna Magnani sono io.
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2 commenti:
Il mito è quella figura che ci accompagna durante i momenti migliori della nostra esistenza. Un mantello dorato. Una maschera senza occhi. Una donna carismatica.
Il rapportarsi agli altri è segno, evidente, della nostra ipervolontà a percorrere quelle strade di successo che hanno consacrato a leggende comuni esseri umani, personaggi immaginari, personalità di talento.
Non hai mai voluto un punto di riferimento perché tu lo sei sempre stata per te stessa. Ritrova quella carica.
Un giorno anche noi, davanti allo specchio, diremo: "voglio essere ciò che sono diventato/a e nulla più". Ci tocca un ultimo volo, ancora.
Volare non è mai semplice, specie per chi teme il vuoto. Vorrei a volte dimenticare di non avere le ali e spingermi oltre...no limits.
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