lunedì 29 dicembre 2008

L'amore ai tempi del colera (Love in the time of cholera)

Mike Newell firma la regia di un film difficile e nel farlo si dimostra più che talentuoso, coraggioso. Gabriel Garcia Marquez nel panorama letterario sud americano è, infatti, un pò come Dante in Italia... L'essere già riuscito nell'impresa traspositiva dal libro al film, rappresenta più che un traguardo, una sfida. Sarebbe come riuscire a vendere ad un multisala la Divina Commedia... Il film ha il suo fascino, il fascino del movimento, del colore, dell'incarnato, ma il libro è poesia pura foglio dopo foglio. Mai banale, mai patetico. Fermina Daza e Florentino Ariza sono gli amanti Shakespeariani, il cui amore contrastato dal padre attende 51 anni prima di ritrovarsi. Che amore! Il libro più del film rende meglio quell'estenuante attesa... le parole più dei fotogrammi raccontano in poche sillabe la magia, che neppure un milione di pixel potrebbero trasmettere...
L'amore letto ha come l'amore non vissuto, il fascino della scoperta. Il cinema svelando, toglie insieme alla maschera il mistero e, dando un volto ai personaggi, uccide l'immaginazione. Se il film può essere definito un buon lavoro cinematografico, il libro resta pur sempre un capolavoro.
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